Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato 2017

Si celebra oggi, 1° settembre 2017, la terza Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, istituita nel 2015 da Papa Francesco. L’evento ha il sostegno del World Council of Churches, della Comunione anglicana e di altre comunità cristiane. E il messaggio ecumenico per la cura del creato è quest’anno firmato da Papa Francesco insieme al Patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli. È la prima volta che il messaggio viene firmato dal Papa e il Patriarca congiuntamente, unendo Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa.

La Conferenza Episcopale Italiana fa proprio il messaggio di papa Francesco e ha già diffuso nei giorni scorsi un proprio documento e un sussidio dal titolo significativo: “Viaggiatori sulla terra di Dio”. Il sussidio affronta il tema del turismo sostenibile, filo conduttore dell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo, proclamato dalle Nazioni Unite per il 2017, nonché della Giornata Mondiale del Turismo 2017, promossa dall’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, che si tiene ogni anno il 27 settembre. Riportiamo di seguito alcuni estratti significativi del testo firmato dalla Commissione Episcopale Italiana.

“Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo” (Gen. 28, 16)
Viaggiatori sulla terra di Dio

Mobilità e turismo

Abitiamo la terra come viaggiatori: tale dinamismo esprime caratteristiche qualificanti del nostro essere culturale, non ristretto a una specifica nicchia ecologica. La mobilità è parte del nostro essere umani e il suo progressivo sviluppo ha permesso all’umanità di crescere nelle relazioni e nei contatti. Essa è poi ulteriormente aumentata in questi ultimi decenni di globalizzazione, in molte direzioni: mobilità è quella drammatica dei migranti, che si trovano a viverla spesso in condizioni inaccettabili, ma è anche quella di chi viaggia per conoscere luoghi e culture.

Questo 2017, proposto alla comunità internazionale come anno del turismo sostenibile, invita a riflettere su quest’ultima dimensione, quasi forma contemporanea del viaggiare. Certo, talvolta il turismo disegna situazioni drammaticamente contraddittorie nel contrasto tra la povertà di molti e la ricchezza di pochi. In tanti altri casi, però, esso giunge a realizzare una positiva crescita in umanità nella convergenza tra la rigenerante contemplazione del bello (naturale e culturale), l’incontro pacificante delle diversità culturali e lo sviluppo economico.

Per l’Italia, in particolare, il turismo è fattore di grande rilievo, che contribuisce in modo determinante – in forme dirette ed indirette – all’economia del paese e all’occupazione: tanti gli italiani e le italiane per cui lavoro significa turismo. Anche per questo il nostro paese ha sviluppato una viva cultura dell’accoglienza, da coltivare ed estendere, anche verso i soggetti più fragili.

Turismo sostenibile

La sfida specifica che ci viene posta da questo 2017 è quella di far crescere un turismo autenticamente sostenibile, capace cioè di contribuire alla cura della casa comune e della sua bellezza. Non dimentichiamo, infatti, che quel fenomeno così umano che è la mobilità ha anche un forte impatto ambientale, ad esempio, in termini di emissioni di gas serra. Si pone quindi una sfida che – vista la complessità del fenomeno turistico – esige un impegno puntuale da parte di diversi soggetti, per un’efficace promozione della sostenibilità.

Sostenibilità del turismo significa, ad esempio, un’attenzione da parte degli operatori del settore, per garantire forme di ospitalità che impattino il meno possibile sull’ambiente: occorrerà evitare sprechi di energia e di cibo, ma ancor più quel vorace consumo di suolo che talvolta viene giustificato proprio per il turismo. Significa anche una certa sobrietà da parte di chi viaggia, con la capacità di godere delle bellezze della natura e della cultura, più che di cogliere in esse occasioni per quel consumo di beni che pure il turismo globalizzato incoraggia. Significa, ancora, una sistematica opera di promozione di forme di mobilità sostenibile, privilegiando ovunque possibile i mezzi pubblici (in particolare la ferrovia) rispetto al trasporto privato. Né peraltro la sostenibilità andrà ristretta alla dimensione ambientale: occorre anche attenzione per le realtà visitate, rispetto per luoghi e culture la cui bellezza non può essere snaturata riducendoli a attrazioni turistiche.

Si tratta, insomma, di far sì che l’esperienza del turismo ed il suo impatto effettivo esprimano una concreta attenzione per i luoghi in cui esso si realizza e per la terra tutta. Anche in tale ambito, infatti, occorre affermare che “l’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti” (LS n.95). Solo così si potrà custodire tutta la vitalità culturale della dinamica turistica, mantenendone al contempo la positiva rilevanza per lo sviluppo e l’occupazione.

Una cultura della cura

Anche in quest’ambito, dunque, dovrà crescere una “cultura della cura” (LS, n. 231), capace di far suo quello stile cui richiama da oltre un secolo l’esperienza scout, con tutta la sua forza educante: il luogo del campo va lasciato in condizioni migliori di quanto non fosse prima di arrivarci, così come – lo insegna Baden Powell – il mondo va lasciato un po’ migliore di quanto non lo troviamo.

É quanto esprime, anche più radicalmente, la figura di Giacobbe: siamo viaggiatori su un terra che è di Dio e che come tale va amata e custodita.

(fonte: CEI)

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